Sabato, 22 Settembre 2018

Le 10 cose da sapere se ti stai separando

Pubblicato in Sentenze

Le dieci domande più frequentemente poste al nostro Sportello Famiglia

 

1. ABBANDONO DEL TETTO CONIUGALE: la casa coniugale non andrebbe mai abbandonata prima di un provvedimento del giudice (o della sottoscrizione della negoziazione assistita): questo è quello che consigliamo sempre al nostro Sportello Famiglia. Quello che si rischia è l'addebito della separazione, in quanto interrompere la convivenza matrimoniale vuol dire violare l'art. 143 c.c. che prevede la coabitazione. Tuttavia, in casi gravi (come liti molto violenti che mettono a rischio l'incolumità della persona, tradimenti e comportamenti dispotici..) è possibile allontanarsi ma importante poter poi provare che l'abbandono dell'immobile è avvenuto a causa di un motivo che ha reso impossibile, intollerabile, la prosecuzione della convivenza.

Va inoltre considerato che l'abbandono del tetto coniugale è reato se risulta "ingiustificato e connotato da un effettivo disvalore etico e sociale: solo se esistono motivi gravissimi e se non si fanno mancare mezzi di sussistenza all'altro coniuge ed ai figli, l'abbandono può essere giustificabile

 

2. VERSAMENTO DEL MANTENIMENTO PRIMA DELLA SEPARAZIONE: in genere, quando un coniuge si allontana dalla casa familiare, ci chiede sempre: devo iniziare da subito, anche se non siamo peparati, a versare il mantenimento ai miei figli? Ebbene si. Non bisogna mai far mancare a coniuge e figli i mezzi di sussistenza

 

3. SE LA MOGLIE NON LAVORA: in base ad un nuovo orientamento giurisprudenziale, se la moglie non lavora ma ha titoli professionali e non ha un'occupazione per sua scelta, il mantenimento potrebbe non essere dovuto.

 

4. COME CAPIRE QUANTO DOVRO' CORRISPONDERE PER IL MANTENIMENTO:per determinare l’importo dell’assegno di mantenimento, debbono essere considerate le complete disponibilità dell’onerato e il tenore di vita durante il matrimonio. Una consulenza può chiarirvi molti dubbi: i nostri avvocati possono aiutarti a capire e conoscere le ultime pronunce giurisprudenziali.

 

5. QUANDO IL MARITO HA DIRITTO MANTENIMENTO: se è la moglie ad essere il coniuge economicamente più forte, può spettare proprio a lei mantenere il marito

 

6. TRADIMENTO E ADDEBITO: l’infedeltà coniugale può essere il presupposto per la separazione “per colpa” solo se è la causa e non l’effetto della crisi: deve essere proprio il tradimento a provocare l’intollerabilità della convivenza e non l’intollerabilità della convivenza a portare il partner verso la via dell’infedeltà coniugale

 

7. QUANDO "VALE" PURE IL TRADIMENTO PLATONICO : se un tradimento non è fisico, può essere considerato una vera e propria infedeltà? Secondo la Cassazione (sent. 8929/13) : è infatti superata l’impostazione per cui l’adulterio consiste solo ed esclusivamente nell’intrattenere rapporti sessuali con altre persone. Infedeltà vuol dire anche raggiungere un’intimità (anche se non fisica) con una persona diversa dal coniuge. Vuol dire rompere l’esclusività del rapporto a due. Vuol dire lesionare il rapporto, rivolgendo la propria devozione al nuovo/a arrivato/a…in questo caso direttamente dal web

 

8. I FIGLI FINO A QUANDO VANNO MANTENUTI: i figli vanno mantenuti finchè non sono economicamente autosufficienti. In ogni caso, per i figli fannulloni, la giurisprudenza ha stabilito che“il dovere di mantenimento del figlio maggiorenne cessa ove il genitore onerato dia prova che il figlio abbia raggiunto l’autosufficienza economica pure quando il genitore provi che il figlio, pur posto nelle condizioni di addivenire ad una autonomia economica, non ne abbia tratto profitto, sottraendosi volontariamente allo svolgimento di una attività lavorativa adeguata e corrispondente alla professionalità acquisita” (tra le altre Cass. n. 407/2007; n 8954/2010, n. 1858/15)

 

9. QUANTO TEMPO CI VUOLE PER SEPARARSI: Dipende. Se la separazione è consensuale e segue la nuova prcedura in Comune (con negoziazione assistita o davanti all'ufficiale di stato civile) può essere conclusa anche in un mese e mezzo. Se è consensuale e introdotta con ricorso al Tribunale ordinario, può richiedere dai 3 ai 7/8 mesi. Se è giudiziale, dura parecchi anni: abbiamo visto casi in cui la controversia è durata anche 5/6 anni.

 

10. POTRA' VEDERE I FIGLI CON IL NUOVO/A COMPAGNO/A: abbiamo dedicato molti post dei nostri blog all'argomento, visto che in consulenza ci viene richiesto di continuo: NON è possibile vietare a priori la frequentazione dei figli con i nuovi compagni dei coniugi.Anche il Tribunale di Milano, sez. IX civ., con ordinanza 23 marzo 2013, ha ribadito:”In assenza di pregiudizio per il minore e adottando le opportune cautele, il genitore separato ha diritto a coinvolgere il proprio figlio nella sua nuova relazione sentimentale … Peraltro, il divieto di frequentazione del nuovo convivente del genitore non collocatario, di fatto può tradursi in una lesione del diritto di visita inclusivo del pernottamento perché il nuovo partner non è un mero ospite che può essere allontanato tout court dalla casa; l’effetto sarebbe porre il padre di fronte ad una scelta che mette da una parte la nuova compagna e dall’altro il figlio; quanto troverebbe giustificazione solo se il preminente interesse della prole fosse esposto a rischio [..]

 

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