Sabato, 14 Dicembre 2019

Muffa casa in affitto, cosa fare?

Pubblicato in Sentenze

Muffa in una casa in affitto, come comportarsi?muffa

 

Ad Avvocato del Cittadino riceviamo quotidianamente denunce da parte di inquilini esasperati per la presenza di intense muffe sulle pareti o negli armadi di casa.

 

Le conseguenze di infiltrazioni di acqua e muffe in un immobile, sono, purtroppo, piuttosto spiacevoli, sia in termini di salute (allergie, nausea, vomito, ecc..) che di danni patrimoniali (mobili, vestiti e oggetti da buttar via).

 

E' quindi necessario seguire delle semplici mosse per tutelarsi nel caso in cui si verifichino questi spiacevoli inconvenienti.

 

 

 

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MUFFA 4

 

 

 Ecco cosa fare:

 

1. Documentare la presenza di intensa umidità, fuoriuscita di muffe, infiltrazioni di acque e eventuali cedimenti dell'intonaco

 

Sia personalmente, con delle sempici fotografie, che incaricando un perito di vostra fiducia, documentate lo stato dell'immobile e gli eventuali danni subiti

 

 

2. Rappresentare le irregolarità dell'immobile al proprietario

 

Una volta documentato lo stato di invivibilità dell'appartamento, dovete avvertire il proprietario dell'urgente necessità di intervenire per risolvere il problema. Mandategli una lettera (raccomandata con ricevuta di ritorno) e informatelo della situazione.

 

 

3. Diffidate il proprietario ad intervenire con l'aiuto di un avvocato di vostra fiducia

 

Se a seguito delle vostre richieste il proprietario non si decide a provvedere ed a effettuare la necessaria manutenzione, rivolgetevi ad un avvocato di vostra fiducia o ad un'associazione dei consumatori (per un appuntamento con Avvocato del Cittadino, basta chiamare nell'orario di apertura).

 

Il professionista redigerà una diffida e inviterà il proprietario di casa ad intervenire per risolvere le criticità presenti entro un certo termine.

 

 

4. Non smettere di pagare l'affitto

 

E' importante che non vi facciate "giustizia da soli": continuate a corrispondere il canone di locazione al proprietario di casa ed a documentare i danni.

 

 

5. Chiedere l'adeguamento del canone di locazione

 

Se la casa che avete preso in affitto era un immobile completamente diverso da quello in cui ora vi trovate a vivere, se la presenza di problematiche dovute alla mancanza dei lavori spettanti al locatore hanno trasformato la casa in uno spazio invivibile, potete chiedere un adeguamento del canone di locazione (abbassamento dell'affitto)

 

 

6. Mediazione obbligatoria

 

Se tutti i tentativi da voi precedentemente promossi per trovare una soluzione bonaria con il proprietario di casa sono falliti, esperite il tentativo obbligatorio di mediazione. Attraverso il vostro avvocato inviate un'istanza di mediazione ad un organismo presente sulla vostra città: alla presenza di un conciliatore, cercherete, ancora una volta di trovare un accordo e di comporre la controversia. Se purtroppo, anche in questo modo non riuscite a risolvere la lite, dovrete agire giudizialmente

 

 

7. Risarcimento dei danni

 

Documentate i danni subiti e sia stragiudizialmente (negli approcci bonari, prima della causa) che in un eventuale giudizio, chiedete il risarcimento del danno patrimoniale (o anche non patrimoniale, danno alla salute, per lo stress, ecc) che avete patito.

 

 

 

Di seguito un pò di giurisprudenza:

 

 

"Se l'immobile è affetto da umidità, il giudice può decretare il risarcimento danni ( dovuti all’ammuffimento dei suppellettili ) in favore dell’inquilino a carico del proprietario, anche quando il locatario risulta sfrattato per non aver pagato i canoni mensili. L'invasione dell'umidità per effetto di trasudo dalle pareti costituisce un "deterioramento rilevante", un "vizio" che incide sulla funzionalità strutturale dell'immobile impedendone il godimento; in presenza di tale vizio il conduttore può legittimamente invocare la risoluzione del contratto ai sensi dell'art. 1578 del codice civile”. cfr Cass, 28 settembre 2010, n. 20346

 

 

La responsabilità del locatore per i danni derivanti dall’esistenza dei vizi sussiste anche in relazione a vizi preesistenti la consegna ma manifestatisi successivamente ad essa nel caso in cui il locatore poteva conoscere, usando l’ordinaria diligenza, i vizi secondo la disciplina di cui all’art. 1578 c.c.; l’onere della prova relativa all’impossibilità di conoscere i vizi con l’uso dell’ordinaria diligenza grava sul locatore e la valutazione del raggiungimento o meno della prova liberatoria da parte del locatore costituisce una valutazione di merito tale da escludere la sua sindacabilità nel giudizio di legittimità se non per vizi logici o giuridici (nella specie la suprema corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di condanna della locatrice al risarcimento dei danni e all’esecuzione dei lavori necessari all’eliminazione di fenomeni di infiltrazione di umidità, lavori consistenti in un intervento risolutivo di tinteggiatura con pitture speciali a carattere manutentivo esorbitante dalla manutenzione ordinaria): cfr. Cass., 9 luglio 2008, n. 18854

 

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