Lunedì, 23 Maggio 2022

Vertenze di lavoro, ecco perché è fondamentale chiamare in causa anche l’Inps

Pubblicato in Sentenze

Purtroppo l’emergenza sanitaria ha reso ancora più complicata la situazione di molti lavoratori, alcuni dei quali, in ragione delle restrizioni, hanno perso la loro occupazione. In questo periodo come non mai, ad Avvocato del Cittadino Associazione Astolfi stiamo elaborando conteggi -  in sede ed online da tutta Italia - richiesti da chi vuol conoscere le spettanze di fine rapporto. In questo post ci concentriamo sull’importanza della chiamata in causa dell’ente di previdenza al fine della liquidazione anche dei contributi 

 

Recentemente, il legali del nostro ente hanno ottenuto un’importante vittoria, il Tribunale di Roma ha condannato i datori di lavoro di un collaboratore domestico a pagare allo stesso le differenze retributive maturate con riferimento alla prestazione lavorativa ed ha inoltre condannato le controparti alla regolarizzazione contributiva mediante versamento in favore dell’INPS, degli omessi oneri previdenziali. Il Giudice ha inoltre precisato che “va disattesa l’eccezione preliminare formulata dall’INPS in ordine alla propria carenza di legittimazione passiva, in quanto, in caso di omissione contributiva, il datore di lavoro può chiedere la condanna al pagamento dei contributi previdenziali in favore dell’ente di previdenza solo se quest’ultimo sia parte del medesimo giudizio ( vedasi sul punto Cass. N 19398 del 2014) il che si è verificato nel caso di specie per effetto della chiamata in causa, correttamente effettuata ad opera del ricorrente”

 

Per una consulenza legale con lo Sportello Lavoro di Avvocato del Cittadino a Roma e Milano è possibile prenotarsi allo 06.45433408, mentre i conteggi sindacali producibili in giudizio possono essere richiesti da tutta Italia, cliccando qui