Domenica, 18 Febbraio 2018

Se cadi per la strada...

Pubblicato in Rassegna Stampa Venerdì, 02 Febbraio 2018 10:04

INTIMITA' SETTIMANALE - di Paola Triscornia - intervista avv Emanuela Astolfi

 

SE CADI PER LA STRADA .... e ti fai male, puoi far valere le tue ragioni e chiedere un indennizzo.

Può essere un tratto di strada sconnesso, l’attrezzo dimenticato dagli operai addetti alla manutenzione, la radice sporgente che ha spaccato il manto stradale, la buca che si è aperta al centro del marciapiede. Comunque sia, in seguito a queste situazioni siamo cadute facendoci male. Come muoversi per far valere le proprie ragioni? Seguiamo i suggerimenti dell'avvocato Emanuela Astolfi, presidente dell’associazione Avvocato del cittadino.  (www.avvocatodelcittadino.com).


Al momento dell’incidente - se cadendo ci siamo fatte male o abbiamo comunque riportato un danno, la prima cosa da fare è chiedere il numero telefonico a chi era presente in modo da ricontattarlo in qualità di testimone. Poi fotografare o far fotografare la scena (la buca, noi distese a terra) per avere una documentazione da produrre e, infine, chiamare subito i vigili urbani perché vengano a fare le verifiche del caso, redigendo una loro relazione. Mentre la cartella clinica del Pronto soccorso, molto più importante dei referti privati, conterrà la causa dettagliata e la dinamica del nostro incidente, oltre alla diagnosi e alla prognosi, cui fare riferimento per stabilire l’entità del danno.


La richiesta danni - appena possibile scriviamo per aprire il sinistro una raccomandata A/R al Comune, presumendo che sia il proprietario della strada e specificando anche che, se così non è, ci venga indicato l’ente che ha in appalto o in concessione l’area. Chiederemo un risarcimento spiegando l’accaduto nei minimi dettagli e allegando ogni documento utile, dal verbale dei vigili, alla cartella clinica, a fatture e scontrini parlanti che giustifichino tutte le spese sostenute a seguito dell’incidente. Per il risarcimento dei danni fisici converrà appoggiarsi alla perizia di un medico legale che quantifichi monetariamente il danno patito. Potremo richiedere anche il risarcimento del danno patrimoniale, ossia dei pregiudizi materiali (danni agli abiti, al computer che avevamo con noi, spese mediche, di taxi o ambulanza). Non è indispensabile, ma senz’altro consigliabile, farsi assistere da un avvocato. È anche possibile recarsi di persona allo sportello sinistri del proprio Comune.


La risposta dell’ente - in genere nell’arco di un mese si riceve un riscontro da parte dell’amministrazione, che ci metterà in contatto con la sua assicurazione, oppure negherà la responsabilità. Se non siamo soddisfatte della risposta non ci resterà che abbandonare la cosiddetta fase stragiudiziale per aprire un contenzioso davanti al giudice (ordinario o di pace in base all’entità della nostra richiesta), previo sempre l’obbligatorio tentativo di conciliazione.


Esclusione di responsabilità - quando l’incidente avviene vicino a casa o al lavoro, a meno che l’inconveniente non si sia appena verificato (un ramo cadutoall’improvviso) il proprietario della strada ci contesterà la situazione di prevedibilità, tale che se avessimo prestato l’ordinaria diligenza il guaio poteva essere evitato. Si può sempre ribadire che l’ente resta comunque responsabile della mancata manutenzione, ma la battaglia si profila molto più accesa.