Sabato, 24 Agosto 2019

"Avvocato del Cittadino", pagare per lavorare

Sempre più giovani e giovanissimi si rivolgono all'Associazione "Avvocato del Cittadino" raccontando storie di sfruttamento sul lavoro. Storie spesso dal sapore amaro, che sanno di maltrattamenti. Di turni disumani. Di festività inesistenti. Per questo, l'associazione ha creato uno spazio ad hoc, uno sportello interamente dedicato ai giovani con problemi sul lavoro, a cui va aggiunta una nuova storia. Ossia la vicenda capitata ad un ragazzo straniero che, dopo anni di vessazioni sul suo attuale posto di lavoro, crede finalmente di aver trovato una buona occasione per lasciare quel detestato impiego. Un'occasione che, poi, si rileva un raggiro.

La storia - Il ragazzo partecipa ad un colloquio di lavoro organizzato da una cooperativa. Come lui, sono presenti molti altri candidati, alcuni non più giovanissimi, alla ricerca disperata di un impiego. Subito al giovane viene proposta l'assunzione per lavori di sicurezza e portierato, con contratto a tempo determinato.

La cooperativa rappresenta al ragazzo che l'occasione è da non perdere. Il contratto va sottoscritto subito e, sempre subito, deve essere versata una parte della quota d'iscrizione all'ente, ossia 50 euro dei totali 150 euro. I rimanenti 100 euro saranno ritirati dalla prima busta paga.

Peccato però che il lavoro non avrà mai inizio. Infatti, la già posticipata data di inizio del rapporto lavorativo inserita nel contratto sarà oggetto di vari rinvii comunicati al telefono .Fin quando il giovane, oramai scoraggiato, si cimenta in una breve ricerca on line: inserisce il nome della cooperativa e subito scopre che centinaia di altri ragazzi hanno pagato i famosi 50 euro per un lavoro che non sarebbe mai arrivato.

L'unica fortuna è che il ragazzo non ha nel frattempo presentato le dimissioni dal suo attuale impiego. "Raggirare i giovani alla ricerca di un lavoro è vergognoso - dice Emanuela Astolfi, presidente di Avvocato del Cittadino - Siamo a disposizione di tutti coloro che si trovano in situazioni analoghe ed hanno bisogno di aiuto"

I giovani sfruttati sul lavoro - Purtroppo, è in forte crescita anche il numero delle persone sfruttate sul lavoro. Abbiamo diffuso pochi mesi fa la storia del 19enne chiuso a chiave in ufficio dal datore di lavoro e quella del 26enne costretto a turni di 12 ore al giorno. A seguito della campagna informativa messa in moto dall'associazione, si sono rivolti alla stessa anche altri ragazzi, raccontando episodi fatti di soprusi e mortificazioni e cercando aiuto qualificato. Le storie sono tante, il malessere pure"