Sabato, 24 Agosto 2019

Disabili: indipendenza a rischio non solo per le barriere architettoniche

Vietati non solo mezzi pubblici e strade, ma anche l'assistenza domiciliare

Ad ostacolare la libertà e l'indipendenza dei disabili, non ci sono solo le barriere architettoniche, ma anche casi di negazione dell'assistenza domiciliare, un servizio riservato alle persone non autosufficienti per far fronte alle piccole grandi incombenze quotidiane. L'associazione 'Avvocato del Cittadino', che da qualche settimana con la band musicale Ladri di Carrozzelle, ha lanciato il progetto STOP BARRIERE ARCHITETTONICHE, una battaglia di civiltà che punta a raccogliere e denunciare storie di disagio ma, soprattutto, ad offrire informazioni utili per combattere ogni tipologia di "blocco" alla libera circolazione delle carrozzine, ha infatti riscontrato la diffusione anche di questo tipo di ostacolo.

 

Soprattutto a Roma. La storia è sempre la stessa: non ci sono fondi per l'assistenza. Eppure il nostro Paese ha ratificato la Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità con la legge 3 marzo 2009, n. 18, impegnandosi a promuovere la piena integrazione delle persone con disabilità. E come fa una persona con una invalidità al 100%, come ad esempio una persona con la distrofia muscolare, senza genitori che possano occuparsi in toto delle sue esigenze, a vestirsi, a lavarsi ed andare al lavoro? Ci sono casi eclatanti, che offendono la dignità umana ..come quando la persona disabile deve chiedere per favore al collega di aiutarlo a mangiare.

 

"A volte l'assistenza domiciliare non viene concessa - dice Emanuela Astolfi, presidente di Avvocato del Cittadino - ma, fortunatamente, alcuni tribunali italiani hanno definito discriminatoria, ai sensi della Legge n. 67/2006, la mancata erogazione dell'assistenza domiciliare indiretta, ossia con operatori scelti direttamente dalla persona disabile, da parte dei servizi sociali del Comune". Insieme alla battaglia per l'abbattimento delle barriere architettoniche, l'associazione Avvocato del Cittadino scenderà in campo anche per sostenere tutti coloro a cui è stata negata l'assistenza domiciliare.