Martedì, 15 Ottobre 2019

Disabili, Roma: Avvocato del Cittadino contro inaccessibilità del trasporto pubblico

Pubblicato in Rassegna Stampa Lunedì, 09 Marzo 2015 10:08
Un’azione collettiva per chiedere all’Atac e al Comune di Roma la rimozione delle barriere architettoniche e un risarcimento per ogni persona disabile che ne è vittima: questa l’iniziativa lanciata nella Capitale dall’associazione Avvocato del Cittadino e dalla band musicale Ladri di Carrozzelle per combattere contro l’inaccessibilità del trasporto pubblico romano. “Chiederemo il risarcimento di 2000 euro per ciascuna persona disabile che ha subito danni”.
Barriere architettoniche di ogni tipo ostacolo l’indipendenza delle persone con disabilità motoria e rappresentano una vera e propria discriminazione. Sono presenti ovunque e ancora latita una cultura che dovrebbe considerare prioritaria la loro rimozione. Avvocato del Cittadino insieme a Ladri di Carrozzelle ha dunque lanciato il progetto “Stop barriere architettoniche”. “Si tratta – spiega – di una battaglia di civiltà che punta a raccogliere e denunciare storie di disagio ma, soprattutto, ad offrire informazioni utili a combattere ogni tipologia di barriera architettonica”.
L’associazione punta il dito contro i mille ostacoli che incontra chi si sposta con i mezzi pubblici di Roma: un vero e proprio calvario per le persone disabili. Avvocato del Cittadino ha dunque studiato “un’azione collettiva contro Atac e Comune di Roma per richiedere sia la rimozione delle barriere attualmente presenti presso alcune stazioni metro, fermate autobus e marciapiedi adiacenti le fermate autobus (considerando anche i malfunzionamenti quotidiani dei montascale e l’assenza di pedane) che il risarcimento del danno di euro 2000 per ciascun partecipante all’azione”.
 
 

“Sono 25 anni che giriamo l’Italia ed è deprimente che le barriere architettoniche siano ancora un tema attuale” spiega Paolo Falessi, fondatore dei Ladri di Carrozzelle. Sostiene Emanuela Astolfi, presidente di Avvocato del Cittadino: “La libertà di movimento è un diritto costituzionalmente garantito e, se viene negato o limitato, ci troviamo davanti a una discriminazione. Infatti, chi (e si intende persona fisica, ente privato o pubblico) non rispetta la normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche compie una discriminazione ai sensi dell’art.2 della legge 67 del 2006. Questa importante legge permette alle persone disabili di agire in giudizio non solo per  la rimozione dell’ostacolo ma anche per la richiesta di risarcimento del danno”.