Martedì, 15 Ottobre 2019

Giovanissimi sfruttati sul lavoro, parte terza

Roma, 1 giugno 2014  - Storie di sopruso e vergogna: l'associazione AVVOCATO DEL CITTADINO inaugura uno spazio per ragazzi appena usciti da scuola o università per offrire tutela

Negli ultimi mesi si sono rivolti all'associazione Avvocato del Cittadino ragazzi giovanissimi raccontando storie vergognose, fatte di sfruttamento e umiliazioni sul posto di lavoro. Abbiamo diffuso la storia del diciannovenne che nella pausa pranzo veniva chiuso a chiave in ufficio.

 

Ed ancora quella di un 26enne che ha lavorato per due anni, in nero, 12 ore al giorno (o alla notte!), per 6 giorni a settimana, occupandosi (senza neanche l'assicurazione per gli infortuni) della bonifica del manto stradale.

 

A seguito della campagna informativa messa in moto dall'associazione, si sono rivolti alla stessa anche altri giovani, raccontando episodi fatti di soprusi e mortificazioni e cercando aiuto qualificato. Ad Avvocato del Cittadino ha chiesto aiuto una venticinquenne vessata sul lavoro che è stata addirittura ripresa dal suo datore di lavoro con lettera scritta per aver risposto ad un richiamo disciplinare attraverso un legale. Ed ancora, bariste demansionate che non ricevono stipendi da mesi.

 

Un uomo straniero, discriminato sul lavoro, a cui sono stati addirittura notificati lo stesso giorno contestazioni per fatti diversi e una lettera di richiamo che indica un termie di 10 gg per "giustificarsi" e contestualmente, con la stessa data, la comunicazione di sanzione disciplinare. Le storie sono tante, il malessere pure.

Avvocato del Cittadino ha così deciso di dedicare uno spazio particolare ai giovani e giovanissimi sfruttati sul lavoro per non far scadere le loro speranze nella disillusione rispetto ad un mondo, quello del lavoro appunto, sul quale, appena usciti da scuola o dalle università, puntano tutto in termini di ambizione. E di dignità! Si tratta dello sportello "Sos giovani sfruttati sul lavoro", attivo il lunedì ed il giovedì pomeriggio, dalle 16,00 alle 19,00, che riceve su appuntamento presso la sede dell'ente a Roma, in via dei Fulvi n. 49 .

"Purtroppo ci sono casi di ragazzi sfruttati senza alcun rispetto, senza umanità - dice Emanuela Astolfi, presidente dell'associazione - Andare ad incidere negativamente sull'entusiasmo e le aspettative dei giovani è qualcosa di davvero vergognoso, ancor di più lo è se questo vuol dire calpestare la dignità dei ragazzi assumendo atteggiamenti dispotici. Abbiamo dunque pensato ad uno spazio di tutela e speranza, anche per comunicare ai ragazzi che il mondo del lavoro non è e non deve essere questo"